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Un caso in corso di trattamento
rosanna poluzzi

Un caso in corso di trattamento col metodo dell'uso delle immagini d'arte

di Conny Leporatti, Rodolfo de Bernart e Michal Dusik, associato all'ipnosi Ericksoniana.

Federico (uso un nome di fantasia) è un ragazzo di 22 anni, che vive nella casa di famiglia in un paesino della bassa bolognese. Fa uso di sostanze da quando aveva 14 anni, dice di averle provate tutte e dai 18 anni ha cominciato a fumare eroina con continuità. Dice di essere stato un bambino molto solitario, spesso perso nelle sue fantasie e con una grande sofferenza per i continui litigi e conflitti familiari, che si portava dentro in silenzio e di cui nessuno pareva accorgersi. E' cresciuto assumendosi la responsabilità di voler essere il più silenzioso possibile per non disturbare, sperando che con questo suo modo di comportarsi i suoi litigassero meno… ma i suoi tentativi miseramente fallivano.. e lui era sempre più triste. L'eroina è stata la sua grande consolatrice, ma anche la sua traditrice… per gli effetti negativi che ha poi cominciato a procurargli. Ha provato più volte a smettere da solo senza riuscirci. Un anno fa suo padre (finalmente) si è accorto del suo problema con l'eroina, ha avuto esplosioni di rabbia e disperazione, ma alla fine lo ha sostenuto nel chiedere aiuto. Ora è seguito dal SERT, tramite terapia farmacologica e incontri quindicinali con una educatrice, e da ottobre viene da me in terapia individuale. Pare che ricorra una leggenda nella sua famiglia secondo la quale lui ha problemi di dipendenza che ha ereditato dall'asse maschile paterno: nonno, bisnonno zii e cugini vari… un ramo familiare definito “famiglia maledetta”. E' con questa “disperazione” che si presenta in seduta da me la prima volta, ma anche con la volontà di capirci qualcosa di più. Vorrebbe lavorare sul genogramma familiare e sui sogni, visto che ha incubi ricorrenti , con tematiche spesso simili. Usiamo spesso l'immagine dell'aragosta per rappresentare lo stato di fragilità e delicatezza in cui ci si può trovare durante la fase di presa di consapevolezza di un problema e tentativo di uscita dalla crisi. Arriva ad una seduta, un paio di mesi fa, in preda allo sconforto più totale. Non vede via d'uscita. Continua ad avere forti impulsi verso l'uso della sostanza, non trova una motivazione valida per vivere. Si sente bloccato e senza speranza. Rifletto un momento su come poterlo agganciare per riportarlo su qualche sua risorsa: gli propongo il catalogo delle immagini d'arte e gli chiedo di scegliere una o più immagini che rappresentino come si sente in questo momento, poi una o più che rappresenti come vorrebbe sentirsi ed infine cosa pensa gli serva per passare da come si sente ora a come vorrebbe sentirsi. Si attiva. Sceglie 5 immagini per raffigurare lo stato emotivo del momento presente, 5 per come vorrebbe sentirsi e ben 9 su cosa gli servirebbe per raggiungere i suoi obiettivi. E' consapevole che ha molto lavoro da fare, ma ora c'è un suo progetto lì sul tappetto, che rende visibili le sue paure e i suoi desideri. Ad ogni seduta stiamo lavorando su una delle immagini che rappresentano cosa gli serve, e la usamo come stimolo per fare lavori sul corpo, tra cui qualche induzione ipnotica. Ora ho preparato per lui questa induzione, che riprende i temi delle quattro immagini su cui ci siamo soffermati finora.

Mettiti comodo, porta l'attenzione ai punti di contatto del corpo con la poltrona. Nota le sensazioni dei punti di contatto dei piedi con il pavimento, permetti al tuo corpo di abbandonarsi sulla poltrona… e di scaricare tutto il suo peso nella zona del coccige. E mentre puoi sentire i tuoi piedi, racchiusi nelle scarpe, ben aderenti al pavimento, puoi notare le sensazioni dell'aria che entra ed esce dalle tue narici. E mentre l'aria scorre all'interno del tuo corpo, morbida, in modo naturale, in entrata ed in uscita, … puoi notare la pancia e il torace che si espandono e si ritraggono, si alzano e si abbassano.. con un ritmo proprio, come il susseguirsi delle onde del mare che arrivano… e vanno.. in modo incessante, morbido… naturale. E ora, mentre il respiro ti accompagna e ti fa da colonna sonora, puoi visualizzare con gli occhi della tua fantasia l'immagine di quella stanza con la tenda bianca e la sedia vicina, quella stanza che ti ha ricordato la tua stanza, quella che è stata dei tuoi genitori, quella .. forse… dove ti hanno concepito.. o forse non è stata questa, dove sicuramente sei stato pensato, amato… e da qui hai cominciato a conoscere il mondo. Hai imparato tante cose: piangere, ridere, riconoscere, comunicare, comandare e controllare i movimenti del tuo corpo, giocare, camminare, correre… parlare… Quante volte… durante questi apprendimenti, avrai sbagliato, avrai aggiustato, sarai caduto… e ti sarai rialzato. Quante volte qualcuno ti avrà aiutato, incoraggiato, sgridato, insegnato… Quante cose avrai capito, intuito, pensato e fantasticato. E ora… sei un uomo. Con tutta la tua storia, le tue fatiche, le tue risorse, le tue cadute e le tue riprese. Sei un uomo, alla ricerca del tuo cammino, adatto proprio all'uomo che sei oggi. Un uomo sensibile, capace di percepire i bisogni degli altri, generoso, che vorrebbe aiutare tutti, spesso dimenticandosi di sé e cercando di far tacere le sue emozioni. Quel Federico di oggi, che è alla ricerca di un metodo, di una struttura… che ti permetta di avere maggiore fiducia nelle tue capacità, nelle tue risorse… che ti permetta di sentirti più sicuro e più stabile.Il TUO metodo, che via via prenderà forma… proprio come dovrà essere per te. Quel Federico di oggi che ama la natura, il verde, la luce, la vita… quella vita che però a volte fa paura, che ti appare avvolta in un velo di mistero, quella vita che ha ancora tanto da mostrarti… Proprio a te. E ora… immaginiamo che tu esca da quella stanza, da quella casa … per fare una passeggiata in campagna, nel luogo che preferisci. E senti il contatto della tua pelle con l'aria, forse col tepore del sole… o forse no… senti il contatto dei piedi sull'erba, sulla terra, senti i rumori che provengono dall'ambiente. Cammini a passo svelto, deciso, ma morbido, in contatto con tutto il tuo corpo e con l'ambiente che ti circonda. E mentre cammini, puoi sentire le sensazioni del tuo corpo… dalla testa ai piedi, il battito del tuo cuore, il ritmo del tuo respiro. I rumori che arrivano alle tue orecchie… Il tuo corpo in contatto con l'ambiente. Tu respiri l'ambiente e l'ambiente ti respira. Puoi notare quali pensieri attraversano la tua mente… in questo momento… senza giudizio… e permettere loro di scorrere, di andare e venire, senza trattenerli, senza inseguirli, senza respingerli. E mentre continui a camminare, puoi notare quali emozioni provi… e dove le senti nel corpo. Di quale colore potrebbero essere, quale forma potrebbero avere. E ora immagina che a un certo punto del tuo cammino… tu possa incontrare un ruscello… un ruscello che ti piace. Potresti già averlo visto nella realtà … oppure vederlo per la prima volta con gli occhi della fantasia. E mentre ti guardi intorno, noti le ombre, le luci, i colori, i rumori, la temperatura dell'aria.. quell'aria che ti accarezza la pelle ed è proprio come la vorresti tu. Decidi di risalire il ruscello verso la sorgente, forse mettendo i piedi nell'acqua, forse camminando sulla riva… come preferisci tu. E lungo questo percorso immagina di incontrare tante immagini di te di età diverse. Ad ognuna porgi un sorriso, una stretta di mano, un grazie. E quando arrivi vicino alla sorgente… incontri quel Federico piccolino, col suo pannolone che gli fa da baricentro, che sta gattonando, che prova ad alzarsi, cade.. si rialza.. ricade. Piange un po' poi si riprende. Si rialza e sorride soddisfatto. Vi guardate. Tu ti avvicini sempre di più, ti chini verso di lui… ti metti alla sua altezza. Vi guardate negli occhi. Gli sorridi… ti sorride felice. Lo abbracci … lo coccoli… lo sostieni… gli dai la tua mano forte, stabile. Lui cammina più sicuro. Piano piano si può fidare di sé… perché si fida di te. Perchè tu non lo lascerai più. Ci sarai sempre per lui… lo terrai per mano, lo coccolerai, lo conterrai con quella tua dolcezza, con quel tuo metodo che vai perfezionando, con quella tua sapienza. E piano piano… lentamente… tornate indietro insieme. Lo terrai in braccio, lo farai camminare un poco, finché non sarà troppo stanco… e lo riprenderai in braccio. Passo dopo passo… momento dopo momento… fino a ritornare alla tua casa, alla tua stanza. E ora, sul tuo letto… o dove vorrai… potrai giocare con quel piccolino, tenerissimo, simpatico… che ha tanta voglia di essere accolto, coccolato e visto per quello che è. Lui sarà lì per te e tu sarai lì per lui. Troverete il vostro cammino, farete le vostre scelte, le TUE scelte… perché tu sei lui e lui è te… in ogni momento. E proprio in questo momento… siete qui… sei qui… in questa stanza… seduto su questa poltrona, con i piedi ben ancorati a terra. E mentre puoi sentire i rumori dell'ambiente, puoi notare le sensazioni che provengono dal tuo respiro, proprio da questo respiro… in questo momento. E lentamente.. con un tempo tutto tuo.. puoi iniziare a muovere le dita delle mani e dei piedi… come se suonassi un pianoforte… poi pian piano tutto il tuo corpo… e quando te la senti apri gli occhi.

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